Percorso alle batterie di crinale

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale il fronte viene a trovarsi lungo la Val di Ledro, a nord di Tremosine: la strada verso Tignale (oggi SP38) diventa una pericolosa dorsale di penetrazione di un’offensiva nemica per raggiungere la riviera e dilagare sulla Pianura Padana alle spalle del Fronte che presto avrà raggiunto il Piave.

Il crinale di Monte Castello (Monte Cas) è perfettamente disposto per sbarrare la valle e la strada.

Vengono dislocati due cannoni in gallerie leggermente blindate, successivamente integrati da due batterie in barbetta (con pezzi non interrati, in piazzole protette da terrapieno e rafforzati da strutture in legno e sacchi a terra).

Le due caverne di tiro vengono pesantemente rinforzate, raggiungendo lo spessore di 2,5 metri di cemento armato con putrelle.

La condotta di tiro è affidata all’osservatorio posizionato sulla vetta in cupola di cemento, originariamente interrata, coadiuvato da una postazione per una fotoelettrica; nel 1918 viene progettato un osservatorio più rispondente ai mutati criteri del combattimento d’artiglieria che non sarà però completato.

Viene realizzata una carreggiabile che collega le postazioni a partire dal santuario, lungo la quale sono scavati ricoveri e riservette in caverna e dalla quale si diramano le bretelle di collegamento alle piazzole.

I settori di tiro coprivano la valle San Michele e il caposaldo di Ca’ Natone (era comune poter battere le proprie posizioni qualora fossero cadute in mano nemica), mentre due pezzi erano puntati sull’interruzione stradale lungo la carreggiabile tra porto di Tremosine e Campione (oggi non più percorribile).

Mancando l’acqua furono realizzate due cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, uno dei quali, da 50.000 litri, nei sotterranei della chiesa.

Il complesso era collegato alla strada da un impianto di teleferica, mentre altre tre tratte raccordavano ai punti di rifornimento sulla costa (Forbisicle e Prato della Fame).