Il complesso di artiglieria di Corno di Reamòl

Il complesso di artiglieria di Corno di Reamòl è notevole per molti aspetti e per la presenza nella stessa località di dispositivi di combattimento dei due conflitti mondiali. Nel 1917 costituisce il perno in cui Prima Linea di Difesa Arretrata si innesta sulla riviera ed ha quindi contemporaneamente scopi difensivi terrestri e di sorveglianza e sbarramento del lago. Ricavato scavando gallerie nella vertiginosa scogliera, è il punto più settentrionale dell'occupazione italiana della costa. Vengono installate quattro batterie di Artiglieria di cui una (quattro pezzi da 105) collocata entro due grandi gallerie artificiali. In barbetta due pezzi da 87 e poco a ridosso quattro piazzole per pezzi da 149A si uniscono al grande cannone da 305 posizionato a Limone, il più potente dell'intero settore. Un pezzo da 120mm in casamatta, proprio a riva lago, costituisce l'armamento principale della stazione di sorveglianza e scoperta che deve garantire l'impenetrabilità della superficie lacustre, grazie anche al proiettore fotoelettrico che vi è installato. All'epoca non esisteva la strada costiera: venne quindi attrezzata per il transito dei cannoni una strada da Limone (l'attuale pedonale Via Reamòl, molto panoramica). Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la località fa parte della Blaue Linie (Voralpenstellung), l'estrema linea di difesa del Reich voluta da Hitler come estremo sbarramento contro l'avanzata degli Alleati da Sud: reparti dell'Organizzazione Todt, impiegando anche manodopera locale, realizzano un centro di resistenza costituito da bunker, casematte interrate e due “tobruk” (Ringständen). Le due gallerie di artiglieria vengono ampliate e “invertite”: gli ingressi vengono chiusi con spessi muri in cemento mimetizzati con pietrame e diventano nidi di mitragliatrice, mentre le camere di tiro dei cannoni diventano nuovi ingressi e ricoveri. Durante la “battaglia delle gallerie”, che negli ultimi giorni di guerra portò sanguinosamente alla conquista di Riva da parte della X Divisione da Montagna USA lungo la costa orientale, Reamòl fu raggiunta da uno sbarco effettuato da alcuni DUKW (autocarri anfibi) ma trovata già sgombrata dai tedeschi in ritirata. Il complesso difensivo può essere raggiunto lungo il “Sentiero del Sole” oppure percorrendo la pista ciclabile a lato della Gardesana fino all'hotel Capo Reamòl.

Tags: